nord.sud.ovest.est – Ep.1


Parlare di felicità significa parlare soprattutto di emozioni positive, ed è questo che quotidianamente facciamo.

Il modo più coerente per raccontare l’evento “nord.sud.ovest.est”, che si è svolto l’8 giugno, è quindi partire dalle emozioni positive che ha lasciato sia a noi organizzatori, sia alle persone attive in azienda sui temi della formazione che hanno accolto il nostro invito a partecipare.

Si è trattato, a tutti gli effetti, del varo ufficiale di Accademia Business, e avremmo avuto molto da dire anche solo raccontando chi siamo, qual è la nostra storia e in che modo desideriamo lavorare con le persone in azienda per aumentare il loro benessere.

Abbiamo invece invitato responsabili di aziende con cui collaboriamo e persone con le quali l’affinità sui temi e sui toni è stata immediata, nella convinzione che l’antico proverbio sia sempre valido: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.

L’intenzione era che venisse percepito fin da subito il nostro stile, sicuro sui contenuti ma mai invadente nei modi.

Il risultato è stato raggiunto, se ci basiamo sui numerosi feedback dei partecipanti. Sono stati molto apprezzati tutti gli interventi, anche quelli per i quali il legame con la “felicità sul posto di lavoro” era meno diretto: l’intervento conclusivo della responsabile di Accademia Business, Irene Facci, ha permesso di riportare il tutto ad un comune denominatore.

Per la prima volta, da anni, abbiamo avuto la sensazione che parlare di felicità con interlocutori aziendali suscitasse interesse, curiosità, voglia di approfondire. Potete immaginare la… felicità di chi a questi temi ha dedicato e dedica tempo, studio e passione.

Per venire incontro alle numerose richieste di chi non ha potuto partecipare, abbiamo deciso di dedicare tre post del nostro blog ad un racconto, necessariamente stringato, degli interventi che si sono succeduti nel corso della mattinata. È possibile richiedere ulteriore materiale scrivendo a info@accademiabusiness.it.

Iniziamo dall’intervento di Francesca Saracino, biologa e socia di Accademia. Francesca è anche una coach, ed inevitabilmente il suo intervento è stato un susseguirsi di domande: esiste un diritto alla felicità? Davvero cerchiamo la felicità con le nostre azioni? Per quale motivo aiutiamo gli altri?

Nel tentativo di rispondere a queste e altre domande, lo studio della mente umana è diventato negli ultimi decenni studio del cervello: con la diffusione delle neuroscienze, una serie di ipotesi che fino a quel momento non potevano essere né confermate né confutate poggiano ora su studi che ne dimostrano sempre più la validità. In particolare, l’ipotesi che la felicità sia determinata dal successo – professionale e personale – si è dimostrata errata, quanto invece è corretta l’ipotesi inversa: una persona più felice ha maggiori chance di successo, in quanto le emozioni positive permettono di cogliere maggiori opportunità – è uno dei risultati più sicuri delle ricerche di Psicologia Positiva. La felicità si trasforma quindi in un vantaggio evolutivo, perché in senso lato aumenta le possibilità di sopravvivenza.

Questi risultati si dimostrano validi sia per i singoli, sia per i gruppi di individui, ad esempio le aziende: persone felici rendono le aziende di successo.

Vi aspettiamo al prossimo post per ripercorrere gli interventi di Luciano Canova, Gianandrea Abbate e Annalisa Monfreda.

 

21 giugno 2018

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