Formare al cambiamento

E’ ormai sotto gli occhi di tutti come questa sia un’ epoca in cui le trasformazioni sia tecnologiche sia organizzative sono continue e veloci. Saperle gestire diventa quindi della massima priorità per le aziende.

La possibilità di far fronte ai cambiamenti poggia sulla straordinaria capacità del nostro cervello di trasformarsi in risposta a stimoli nuovi. Questa capacità si chiama neuroplasticità e gioca un ruolo di primo piano tutte le volte che lasciamo andare un vecchio comportamento o ne costruiamo uno nuovo. Se vi è mai capitato di abbandonare una cattiva abitudine o di iniziare a vedere qualcosa in un modo completamente diverso da prima, avete inconsapevolmente sperimentato la neuroplasticità. Lo avete fatto  focalizzandovi semplicemente sul cambiamento desiderato, allenando nuovi comportamenti funzionali e creando così nuove e più consolidate connessioni neurali.

In azienda

Nelle persone coinvolte in trasformazioni organizzative, il pensiero del cambiamento genera spesso comprensibili resistenze ed è talvolta associato ad un senso di fatica e di frustrazione per il grande investimento di energie che comporta.  Una delle chiavi perché il cambiamento abbia successo è proprio la formazione che le aziende forniscono  ai loro dipendenti per equipaggiarli delle competenze indispensabili a interpretare via via il proprio ruolo in modo più adeguato alle esigenze di un mondo in rapida e continua evoluzione.

Questo supporto permette alle persone e alle aziende di vivere la trasformazione non solo in modo più sostenibile, ma addirittura motivante.

La formazione può essere davvero efficace se è progettata non in reazione a una crisi, in cui si sente l’urgenza di cambiare e in fretta, ma come pratica di una cultura di trasformazione continua, insomma quando non è semplicemente reattivo ma diventa proattivo.  Ma perché le aziende e i loro dipendenti possano evolvere e trasformarsi, è importante essere convinti che ciò sia veramente possibile anche a livello personale, che sia, cioè, una prospettiva praticabile nella realtà quotidiana.

Resistenze

Quante volte infatti diciamo o sentiamo dire “sono fatto così, non posso cambiare ciò che sono” oppure: “abbiamo sempre fatto così”?

Le ricerche neuroscientifiche ci hanno dimostrato che il cambiamento è possibile ed è parte di noi  ma spesso e volentieri si incontrano notevoli resistenze. Infatti non è sempre facile favorire l’adozione di nuovi modelli comportamentali all’interno delle organizzazioni. Il processo è tutt’altro che banale e richiede tempo e soprattutto costanza. È un percorso lungo che coinvolge diversi livelli aziendali, a cominciare dal management: da un lato, bisogna sempre migliorare, fare innovazione, apportare dei risultati, dall’altro si deve fare i conti con le abitudini e schemi già assodati da anni. Se vogliamo apportare un cambiamento dobbiamo fare un “passo indietro” dalla routine ed essere consapevoli di questi schemi. Solo così potremo far sì che il cambiamento sarà duraturo. I nuovi comportamenti possono sì essere imparati ma hanno bisogno di essere consolidati e sedimentati perché possano entrare a far parte di nuove routine. La ripetizione è fondamentale per rinforzare l’apprendimento e le connessioni tra i neuroni, tenendo sempre presente che lo stress aumenta la possibilità di ritornare sulla vecchia strada.

 

 

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