Il nemico alle porte

In oltre quindici anni di azienda credo di aver sentito milioni di volte la parola collaborare, insieme ai suoi vari derivati: collaborazione, collaboratori.

Proviene dal latino “cum laborare”, lavorare insieme. In genere il termine viene utilizzato con una specifica connotazione, ossia che questo “lavorare insieme” si svolga in vista di un comune obiettivo.

Nel suo recentissimo saggio Usa il tuo nemico Adam Kahane smonta questa convinzione: avere obiettivi comuni è difficilissimo, al massimo è possibile trovare degli obiettivi compatibili, e negoziare la strada per raggiungerli.

Adam Kahane non è un teorico di organizzazione aziendale, bensì uno dei massimi esperti del mondo nella gestione dei conflitti. Lo potremmo definire un esperto di “casi disperati”: non solo le accese dispute di un CDA, ma anche il Sudafrica post apartheid. Vi invito a leggere il suo libro, che è agile e avvincente quanto un buon romanzo. Qui mi limiterò a un commento in un’ottica aziendale e di team – sui conflitti politici cedo volentieri la parola ad altri…

La collaborazione come scelta

Collaborare non è l’unica opzione. Non è nemmeno la prima. Se non abbiamo alcuna speranza di cambiare una situazione che non ci piace, perché non contiamo davvero nulla o i rapporti sono ormai definitivamente compromessi, possiamo decidere di andarcene o di adattarci. Questo dipende solo dal fatto che siamo in grado o meno di sopportare la situazione. In pratica, questa è la situazione che si verifica in una struttura gerarchica in cui non possediamo strumenti negoziali – del tipo, essere gli unici ad avere determinate competenze, trovarci in una situazione di urgenza, essere benvoluti dai vertici che stanno sopra il nostro capo…

Se invece le persone con cui dobbiamo lavorare sono nostri pari, o sottoposti, la situazione cambia. Abbiamo una capacità di influenzare il corso degli eventi di tipo diverso.

Se siamo in grado di obbligare le persone al cambiamento, probabilmente sceglieremo questa via: è la meno impegnativa sul piano energetico, per quanto possa farvi storcere il naso. Non si deve pensare ad un’azione violenta: una banale circolare o mail in cui si comunica una nuova procedura corrisponde esattamente a questo profilo.

Collaborare, quindi, è l’ultima speranza: posso modificare la situazione ma non posso farlo da soli, come atto d’imperio… ma come lavorare (utilizzando le parole di Kahane) “con le persone di cui non ci fidiamo, che non ci piacciono o con cui siamo in disaccordo”?

I bisogni fondamentali come poli

Kahane conia il termine collaborazione elastica per definire un tipo di collaborazione in cui è noto che i membri hanno obiettivi diversi, e non si cerca di ricondurli ad un obiettivo unico; così come non si cerca di eliminare i conflitti, ma li si accoglie  e si lavora con essi. In pratica, è una collaborazione senza controllo, una collaborazione necessaria quando tutte le parti in causa sono d’accordo sul fatto che serva un cambiamento ma nessuno è in grado di obbligare gli altri ad andare in una certa direzione. Non c’è nessuno che possieda l’autorità necessaria ad inviare, ma soprattutto a far rispettare, la famosa mail riguardante una certa procedura o flusso. Se anche formalmente esiste un capo, di fatto il suo potere coercitivo è limitato.

La collaborazione elastica si fonda sull’oscillazione continua tra due poli, che Kahane definisce potere e amore. Li potremmo anche chiamare controllo e connessione, come due dei bisogni fondamentali identificati dalla teoria dell’autodeterminazione di Deci e Ryan (1985): un utilizzo paziente e consapevole di questi due poli è necessario per conseguire, per prova ed errore, il cambiamento necessario. Nessuno dei due poli è sufficiente, ma entrambi sono indispensabili.

Ecco perché in azienda si dovrebbe parlare sempre di più dei temi delle relazioni e dell’engagement: in assenza di questo, ma sviluppando solo il polo del potere, non si può ottenere un cambiamento duraturo e convinto da parte del team.

 

Scrivi tu il primo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati da *.

X

Questo sito utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione possibile. Per dare il tuo consenso al loro utilizzo, clicca l'apposito bottone. Se vuoi approfondire, puoi visitare la pagina dedicata per capirne di più. Voglio approfondire

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi