Teatro e azienda: un felice connubio

Il rapporto tra teatro e azienda è una storia consolidata da oltre quattro lustri di felici esperienze.

Il teatro d’impresa è il risultato dell’incontro tra arte e business, attraverso l’utilizzo delle metodologie teatrali a supporto dell’ambito formativo, organizzativo, comunicativo e promozionale.

Se il teatro è un’arte narrativa, lo spettacolo è un racconto, e in un’epoca contraddistinta dalla centralità dello storytelling verso il cliente e verso il dipendente, il teatro non può che essere lo strumento naturale a supporto della formazione tradizionale.

Il teatro in azienda, conosciuto anche come teatro d’impresa, nasce nel 1984 a Montreal in Canada con la fondazione della società Thèâtre à la carte da parte di Christian Poissonneau, e a Parigi grazie all’incontro con Michel Fustier, esperto in gestione del personale e pioniere della sperimentazione teatrale in ambito di formazione, assume la forma definitiva.

A partire dagli Anni Novanta si diffonde in Europa, prima in Francia, poi in Gran Bretagna (Business Theatre) quindi in Germania.

Dal 1991 conta sul Festival Internazionale del Teatro d’Impresa che si svolge a Nantes (Francia), e che è una vera occasione di confronto tra operatori e imprese.

Il teatro di impresa utilizza le tecniche dell’arte teatrale per integrare e supportare la formazione aziendale tradizionale.

Come si usa il teatro in azienda?

Ci sono diversi modi per utilizzare il teatro in azienda. Vediamo di seguito i principali, e cerchiamo di capire in quali ambiti e per quali scopi possono essere utili.

Assistere: lo spettacolo teatrale

L’azienda ospita uno spettacolo teatrale, scritto e interpretato da professionisti, incentrato su temi analizzati nel corso del successivo intervento formativo. Rientrano in questa categoria il Teatro su misura e la Lezione spettacolo; il dipendente osserva le dinamiche del suo quotidiano rese con un registro comico in terza persona. Il teatro offre lo spunto per riflessioni e approfondimenti.

Il teatro è un efficace strumento di comunicazione fra azienda e personale, utile per comunicare cambiamenti organizzativi o per condividere la cultura, i valori e la mission dell’azienda. Il formatore non ha competenze teatrali.

Partecipare: lo spettacolo interattivo

Lo spettacolo prevede forme di interazione con il pubblico, il dipendente viene coinvolto nello spettacolo e ne influenza l’andamento. Lo spettacolo non perde la sua connotazione didascalica e didattica, piuttosto la consolida attraverso la fruizione esperienziale aumentando la sua efficacia grazie al coinvolgimento fisico ed emotivo.

L’attività è inclusiva e in alcune sue declinazione può rafforzare la reattività e la capacità di problem solving dei soggetti coinvolti. I formatori si chiamano formattori e devono avere competenze in ambito teatrale e in ambito di formazione aziendale.

Creare: il laboratorio

L’evento spettacolo è il frutto di un lavoro di riflessione creativa intorno al tema. Il dipendente si spende in prima persona e fa suoi i contenuti, mentre acquisisce competenze teatrali (mette in scena) e competenze organizzativa (gestisce il progetto).

I formatori guidano il gruppo alla realizzazione dello spettacolo e lo aiutano nell’interazione e nella concretizzazione oltre a trasferire gli skill di base per affrontare la scena.

Oltre l’esibizione: la valigia dell’attore al servizio del team e del leader

Il teatro in azienda non è necessariamente legato all’evento dell’esibizione.

Sono sempre più diffuse le proposte formative che utilizzano gli strumenti e le tecniche degli attori per allenare le capacità di public speaking, per aumentare la consapevolezza personale e individuare efficacemente il proprio stile di management, per sperimentare un efficace team building .

Il teatro parla di azienda

Cosa succede sull’altro fronte, dentro il teatro, quando il teatro racconta l’azienda? Il teatro è un’arte viva e, come tale, parla di quotidiano. Molti sono gli spettacoli che raccontano le aziende e raccolgono risultati di successo.

Un esempio per tutti è l’epopea della famiglia Olivetti, di Laura Curino per la regia di Gabriele Vacis, due spettacoli che dal 1996 ad oggi contano più di mille repliche. In Italia e all’estero.

Laura Curino in un intervento racconta di come Ivrea e i dipendenti della Olivetti hanno contribuito ad aiutarla nella ricerca delle fonti trasformando lo spettacolo nel racconto di una comunità e ricordandoci che il teatro è un rito collettivo.

 

 

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